mercoledì 21 luglio 2021

1.0 - La prima settimana

Temevo che sarei svenuto alla vista di un cadavere, così non è stato. L'esperienza estetica del corpo senza vita arricchisce il mio repertorio, contaminato da questo sole cocente che illumina chilometri di condomini e giardini pubblici urbani, la natura addomesticata. I cadaveri invece sono un trionfo della natura, il freddo e gli arti smorti, le chiazze gigantesche che si formano qua e là, somiglianti a voglie di vino o di fragola, la vita dei batteri al loro interno a cui non riesco a smettere di pensare. Uno spettacolo di gloriosa indecenza, eppure immobile. Il corpo morto mi trasmette qualcosa di molto potente, forse la paura di cui è investito. Mi si chiede come va, come mi sento, rispondo che mi sento a mio agio e loro credono sia una specie di complimento all'ambiente lavorativo. 
Questa è una parte di vita che l'essere umano comune scaccia dalla quotidianità e rifugge, il lato oscuro della luna su cui nessuno si interroga. L'atto di chiudere e sigillare quello che era il proprio caro in una scatolina da sotterrare o da infilare nel colombaro, ordinato e in fila come i medioborghesi nevrotici all'ikea, fieri della propria nervosa intransigenza. E a proposito di nevrosi, cerco di camuffare il mio perfezionismo per fare un dispetto al capitalismo, per fare un dispetto al padrone, l'efficienza è mia prigioniera nello sgabuzzino e la libererò quando voglio io. Mi si arricciano i capelli con questo caldo, ricerco ossessivamente il mio riflesso sul carro che mi restituisca qualcosa di impeccabile. 
Non appena mi sarò abituato ai ritmi e alla ripetitività delle funzioni vivrò tutto questo in maniera più rilassata, riprenderò in mano Foucault e forse ricomincerò a scrivere. 

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La magrezza è piú nuda, piú indecente della grassezza.

 ~ Charles Baudelaire