Esagerato.
Caduto di faccia in meno sull'asfalto del parcheggio, dove ci si fa l'aerosol di catrame in cerchio, voglio vedere quella vecchia foto con il suo volto grondante di sangue non riuscendo a pensare ad altro, quel volto perfetto.
Affettare emozioni troppo imponenti. La mia vita però è più ricca di così, e calma e bellissima, eppure ho questa fame di inferno, di grida d'aiuto ancora a trent'anni. Tu gli piaci ma non così tanto, non così, semplicemente lo diverte la caccia, o l'idea di possedere la gemma più preziosa. Quei tagli li userei come arma per metter fine a tutto questo, questo tornado cardiaco che mi strozza, per mandarlo via. Quanto male ci si farebbe, come se ne valesse la pena...non ne vale la pena.
Questo è il momento di usare l'incantesimo dell'alzarsi e andarsene perchè questo trono brucia. La tentazione della corona. Le mani legate con la saliva immaginaria. Vorrei togliermi la corona, far si che tutto tornasse alla normalità, ma sono finito sotto una campana di vetro nel cui perimetro spadroneggio, ci ho creduto come i rimasti credono agli abbagli perchè è questo che sono, un rimasto che crede alle abili maestrie di chi ha saputo fermarsi prima e di chi sa tessere.
Sono quella mosca lì nella ragnatela, il mio riflesso mi viene indicato con un sorriso
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