Difatti anche oggi sono a casa, graziato in un certo senso e pieno di tempo per far guarire i tagli sul braccio - non ho cercato le lamette ma loro mi sono apparse alla cassa della Lidl lì belle e sfacciate, di fronte alle caramelle. Ieri giornata d'inferno, lo xanax non funziona più ed è anche finito. Esistono delle persone che mi vogliono bene, nel mondo reale e nella mia testa, con una di loro ho infranto la promessa di non tagliarmi più. Questo potrebbe essere un motivo reale per licenziarmi, sospendermi, apprendere che non sono adatto a questo lavoro.
Come spiegare che questi tagli non hanno nulla a che fare con il lavoro, che il problema sono i vivi e non i morti? Io faccio il bravo, prendo le vitamine e mangio le verdure, però i tracolli li ho comunque. La mia psicologa è in ferie fino a fine ottobre. Non so più gestire queste giornate vuote, mi vesto malissimo e vado in biblioteca.
C'è tanta competizione nell'ambiente in cui lavoro, a parole siamo tutti giovani promesse da farcire con parole, e promesse, ma sono tutte bugie. Io voglio occuparmi della vestizione delle salme, ma i vestitori esistenti (la figura del tanatoesteta in italia non esiste, purtroppo - si, italia con la i minuscola) non lasceranno mai che qualcun altro impari la mansione, e così vuole anche il master of the house (si, mi ricorda quello di Les Mis), che dovrebbe pagarci di conseguenza. Rimanere bestie da soma sottopagate con il sogno di mettere le mani nella merda per qualche centinaio di euro in più. Io le mani nella merda le avrei messe anche senza stipendio, perchè preferisco di gran lunga un cadavere che spurga persino dalle orecchie alla collegaglia ignobile con cui mi ritrovo ad avere a che fare. Eppure non sono in grado di concepire questi giorni come una breve vacanza o una disintossicazione, sto talmente male con me stesso che preferisco loro a questa solitudine, a quest'inferno che ho dentro. Ho paura di quello che potrei farmi. Ieri sono tornato a casa da una breve passeggiata (non servono a un cazzo) e guardando la ringhiera delle scale ho pensato "ora entro in casa e la faccio finita". Non volevo tagliarmi, non volevo davvero, però l'ho fatto. C'è stato qualcosa di più forte di me che me l'ha fatto fare e adesso ho paura che questa stessa forza possa uccidermi da un momento all'altro, contro la mia volontà. Amo la mia ragazza con tutto il cuore e spero che il pensiero di lei possa salvarmi.
Nella realtà comunque va tutto bene, come dicevo esistono delle persone a cui sono caro, per qualche motivo, persone che probabilmente piangerebbero se io morissi. Va tutto bene eppure sono qui nella più profonda delle fosse, c'è chi sta peggio, c'è chi dovrebbe essere depresso ma non lo è: io sono un capriccioso control freak che sbrocca non appena le cose non vanno esattamente come vuole lui. L'universo detesta le persone capricciose. Io sono anche audace però, e l'universo adora le persone audaci. Odio, amore, amore, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, amore.
Da dove sbucherò con questo braccio segnato da tredici croci, mi lasceranno passare e forse cospargeranno petali sul sentiero in cui camminerò, voglio essere il re delle fate e avere la pelle perfetta, non voglio morire. Non voglio morire.
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