venerdì 15 ottobre 2021

1.8 - Lettere

 1. Ho comprato per te della carta da lettere. Se mi scriverai ti risponderò con tutte le parole che conosco. Ci sono delle cose che solo a te vorrei dire, so che capiresti.

2. Mia regina delle fate, verrei a prenderti al lavoro con il carro di Apollo, insieme ci porteremmo via il sole sequestrandolo ma accudendolo come un infante, bruciandoci con la sua luce e forse ci metteremmo a ridere guardandoci la pelle tutta ustionata, rideremmo tantissimo. Mi rifiuto di ripeterti quelle due parole insufficienti ma lo sai, sei la mia gioia. 

3. Ci teniamo la mano e tingiamo di rosso tutto il grigiore in cui a giorni alterni siamo convocati, non so tu ma io vorrei tutto nero, tutto nero. Sei un amore con me ma mi guardi sprofondare, infondo non mi capisci, guardi composta il mio cuore spappolato sul tavolo tra il mio vino e il tuo analcolico, cerchi di essere cortese e ci riesci. Capisco perchè non vuoi capire, perchè non vuoi scendere assieme a me, perchè ci sei solo finchè si tratta di giocare. Lo capisco e quindi vorrei perdonarti, mi sforzo per farlo anche se mi fai sentire solo, ti difenderò sempre dalla merda che ci circonda, ti metterò su un piedistallo e vorrei regalarti dei fiori, più di ogni altro io voglio vederti in alto perchè quello è il tuo posto, in alto con la luna. Mai scordarsi che Artemide è la dea della caccia. 

4. Ti voglio bene mamma. Sei perfetta. 

5. Puntuale e sicura come la morte, profumi di caffè. Qualcosa di quotidiano, imperturbabile. Sai chi sei. Voglio conoscere tutti i tuoi segreti. 

6. Sei il mio specchio che ha riflesso l'inferno, qualcuno di cui non ci si può fidare. Ho paura di te come ho paura di me. Smettila di guardarti nei miei occhi e lasciami in pace, per favore lasciami in pace. Sei sempre stato gentile con me e per questo ti ringrazio, mi hai fatto sentire meno solo, tu dalla maschera impeccabile e levigata da cui fuoriesce l'odore di zolfo, l'odore dei demoni. La nostra danse macabre finisce qui amico mio, deve finire qui. Sto così male da avere solo sete d'acqua, non più vino, non più martini. Solo acqua e sole. Dopotutto ti voglio bene. Ma devi lasciarmi in pace.

1.7 - Scrivo solo quando non vivo, ma vah

Difatti anche oggi sono a casa, graziato in un certo senso e pieno di tempo per far guarire i tagli sul braccio - non ho cercato le lamette ma loro mi sono apparse alla cassa della Lidl lì belle e sfacciate, di fronte alle caramelle. Ieri giornata d'inferno, lo xanax non funziona più ed è anche finito. Esistono delle persone che mi vogliono bene, nel mondo reale e nella mia testa, con una di loro ho infranto la promessa di non tagliarmi più. Questo potrebbe essere un motivo reale per licenziarmi, sospendermi, apprendere che non sono adatto a questo lavoro. 
Come spiegare che questi tagli non hanno nulla a che fare con il lavoro, che il problema sono i vivi e non i morti? Io faccio il bravo, prendo le vitamine e mangio le verdure, però i tracolli li ho comunque. La mia psicologa è in ferie fino a fine ottobre. Non so più gestire queste giornate vuote, mi vesto malissimo e vado in biblioteca.
C'è tanta competizione nell'ambiente in cui lavoro, a parole siamo tutti giovani promesse da farcire con parole, e promesse, ma sono tutte bugie. Io voglio occuparmi della vestizione delle salme, ma i vestitori esistenti (la figura del tanatoesteta in italia non esiste, purtroppo - si, italia con la i minuscola) non lasceranno mai che qualcun altro impari la mansione, e così vuole anche il master of the house (si, mi ricorda quello di Les Mis), che dovrebbe pagarci di conseguenza. Rimanere bestie da soma sottopagate con il sogno di mettere le mani nella merda per qualche centinaio di euro in più. Io le mani nella merda le avrei messe anche senza stipendio, perchè preferisco di gran lunga un cadavere che spurga persino dalle orecchie alla collegaglia ignobile con cui mi ritrovo ad avere a che fare. Eppure non sono in grado di concepire questi giorni come una breve vacanza o una disintossicazione, sto talmente male con me stesso che preferisco loro a questa solitudine, a quest'inferno che ho dentro. Ho paura di quello che potrei farmi. Ieri sono tornato a casa da una breve passeggiata (non servono a un cazzo) e guardando la ringhiera delle scale ho pensato "ora entro in casa e la faccio finita". Non volevo tagliarmi, non volevo davvero, però l'ho fatto. C'è stato qualcosa di più forte di me che me l'ha fatto fare e adesso ho paura che questa stessa forza possa uccidermi da un momento all'altro, contro la mia volontà. Amo la mia ragazza con tutto il cuore e spero che il pensiero di lei possa salvarmi. 
Nella realtà comunque va tutto bene, come dicevo esistono delle persone a cui sono caro, per qualche motivo, persone che probabilmente piangerebbero se io morissi. Va tutto bene eppure sono qui nella più profonda delle fosse, c'è chi sta peggio, c'è chi dovrebbe essere depresso ma non lo è: io sono un capriccioso control freak che sbrocca non appena le cose non vanno esattamente come vuole lui. L'universo detesta le persone capricciose. Io sono anche audace però, e l'universo adora le persone audaci. Odio, amore, amore, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, odio, amore. 
Da dove sbucherò con questo braccio segnato da tredici croci, mi lasceranno passare e forse cospargeranno petali sul sentiero in cui camminerò, voglio essere il re delle fate e avere la pelle perfetta, non voglio morire. Non voglio morire. 

mercoledì 13 ottobre 2021

1.6 - Psycho

Nessuno vedrà mai i miei tagli, quasi mi sforzo per non essere recidivo pensando a che casino si scatenerebbe se riaprissi quella porta. Ma quanto mi donerebbe una bella fila di tagli, ecco che cosa succede se rimango a casa. 
Esagerato. 
Caduto di faccia in meno sull'asfalto del parcheggio, dove ci si fa l'aerosol di catrame in cerchio, voglio vedere quella vecchia foto con il suo volto grondante di sangue non riuscendo a pensare ad altro, quel volto perfetto. 
Affettare emozioni troppo imponenti. La mia vita però è più ricca di così, e calma e bellissima, eppure ho questa fame di inferno, di grida d'aiuto ancora a trent'anni. Tu gli piaci ma non così tanto, non così, semplicemente lo diverte la caccia, o l'idea di possedere la gemma più preziosa. Quei tagli li userei come arma per metter fine a tutto questo, questo tornado cardiaco che mi strozza, per mandarlo via. Quanto male ci si farebbe, come se ne valesse la pena...non ne vale la pena. 
Questo è il momento di usare l'incantesimo dell'alzarsi e andarsene perchè questo trono brucia. La tentazione della corona. Le mani legate con la saliva immaginaria. Vorrei togliermi la corona, far si che tutto tornasse alla normalità, ma sono finito sotto una campana di vetro nel cui perimetro spadroneggio, ci ho creduto come i rimasti credono agli abbagli perchè è questo che sono, un rimasto che crede alle abili maestrie di chi ha saputo fermarsi prima e di chi sa tessere. 
Sono quella mosca lì nella ragnatela, il mio riflesso mi viene indicato con un sorriso

sabato 2 ottobre 2021

1.5 - La Danse Macabre

 Anche lei come me una Addams indicata dall'insetto mantide, il carnivoro che minacciamo di chiudere dentro una cassa e lui divertito dalla spirale respira tutta l'aria che profuma di Sinner e Black Opium. è tutto un giocare a nascondino, un apparire come due gemelle nel corridoio sanguinanti come lui, sotto il gesso così fragile da sgretolare. Ognuno fa quel che può con quello che ha, per quanto mi riguarda ho sempre preferito la pietra, sia pure grezza e muta, almeno di pietra si tratta. La pietra non si entusiasma, la pietra non si ripete, la pietra ama solo il muschio. 
Ho capito guardando un'esibizione musicale di voler essere primo violino. Il direttore d'orchestra ha stretto la mano al primo violino, un talento contenuto e acerbo, spaventata dallo strumento che aveva in mano come spesso accade a chi lo suona, non c'è nulla di più brutto da vedere. Non che gradisca l'espressivo dondolarsi di certi elementi stravaganti per finta, quelli che usano il verbo "emozionarsi" (riferito a sé stessi!) in una conversazione qualsiasi, artisti e musicisti un po' ignorantelli. Mi domando come sono io, dall'esterno, quando me ne sto in piedi accanto al carro o quando alzo una cassa, se vedono che faccio fatica e mentalmente mi criticano, forse sussurrano qualcosa che non sento e pensano che io non sia adeguato a fare questo lavoro, come in tanti mi hanno fatto capire da quando ho cominciato. Parole che mi galleggiano sopra come olio, senza mischiarsi al resto - intanto hanno sporcato tutto. 
Questo è un mestiere per chi ha forza ed eleganza. E quando parlo di forza non mi riferisco alla massa muscolare, mi incazzo ogni volta che qualcuno prova a tagliare le ali alle persone sottopeso in questo settore perché tutta una questione di tecnica. Ci vuole la forza per saperla applicare, essendo più definitivi degli oggetti che maneggiamo, i cofani, le bacchette di stagno, il saldatore e le viti per chiudere tutto e metterlo via, noi siamo quelli che mettono via. Potenzialmente, mi pare di ricordare che si potrebbe sollevare il proprio peso corporeo più un terzo. 
Alcuni dei miei colleghi puzzano di cipolla, altri di tabacco e sudore, di camicia indossata per una settimana di fila o più. "La mia religione è un profumo" scriveva Pasolini, e io voglio essere la religione della mantide, la mantide religiosa, il primo violino, farmi dare l'archetto in mano un giorno, essere pregato di accettarlo. Voglio una brioche.

La magrezza è piú nuda, piú indecente della grassezza.

 ~ Charles Baudelaire